Ecco dove e quando nacque la proposta di Luigi Riello nella segreteria PD di Piero De Luca
In politica si tende a dimenticare, ad essere poco riconoscenti e passare come si suol dire avanti quando, probabilmente, si è ancora: troppo giovani, con le spalle ancora poco larghe per difendersi dagli attacchi degli sfascisti seppur si indossi quotidianamente un cognome da top player della politica nazionale quale è quello dei De Luca.
Era l’8 settembre del 2025 e alla finestra di Palazzo Farnese a Castellammare di Stabia – vista mare finalmente ritrovato dopo 50anni e Vesuvio – il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza e il candidato alla futura segreteria del Partito Democratico regionale della Campania distrutto dalle guerre interne, Piero De Luca.
Un incontro cordiale, sul quale il social manager di Piero De Luca volle garantirne pubblicazioni in quella data e ancora oggi. E poi cosa è successo?
Luigi Vicinanza è diventato anche per De Luca oltre che per il solo Sandro Ruotolo il sindaco da: allontanare, abbattere, sciogliere, da nascondere, con il quale non presenziare più nemmeno per sbaglio.
Ma quella data resta, e resta il nome e cognome di Luigi Riello sussurrato proprio da Vicinanza a De Luca in tempi non sospetti e da ieri nella segreteria regionale per garantire nuove mosse sulla Legalità in base all’immensa esperienza del già Procuratore Generale di Napoli e Stabiese Doc, tra i cosiddetti “cento” che vollero Luigi Vicinanza sindaco di Castellammare di Stabia nel 2024. ‘E chest’è!






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