Scioglimento, Primo round davanti al Tar del Lazio va all’amministrazione Vicinanza
Ecco un primo risultato del ricorso al TAR contro lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia per presunte infiltrazioni camorriste. Il ministero dell’Interno deve consegnare tutta la documentazione – senza omissioni – alla base del provvedimento di scioglimento. Sono atti necessari infatti per potersi difendere nel merito delle questioni. E smontare il teorema accusatorio alla base del supposto “condizionamento camorrista”. Perché finora, come ho già sottolineato nella mia conferenza stampa del 24 ottobre scorso, l’unico atto pubblico è la relazione di 4 pagine del ministro Piantedosi. Mentre il famigerato rapporto di 400 e più pagine di cui si è vociferato a lungo nei mesi estivi non è mai stato notificato né a me né ad alcun altro interessato. Resta un mistero infatti come e chi lo abbia fatto circolare. E, se fosse autentico, chi ha violato il vincolo di un atto classificato “RISERVATO”. Ma, vabbè, andiamo alla sentenza odierna del TAR.
La prima sezione del Lazio, accogliendo la richiesta degli avvocati Riccardo Marone e Giuseppe Maria Perillo – a nome mio, dell’ex assessora Annalisa Di Nuzzo e dell’ex vicesindaco Giuseppe Di Capua – dispone “l’acquisizione di una serie di atti necessari per decidere la controversia”. E chiede al Viminale di produrre entro 60 giorni: 1) la relazione del prefetto di Napoli; 2) gli atti della riunione del 5 maggio del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica; 3) gli atti di nomina della commissione di accesso; 4) gli atti relativi all’attività compiuta dalla commissione e, segnatamente, della relazione conclusiva.
Il TAR specifica che quei documenti devono essere “depositati in versione integrale e senza omissis, corredati di tutti gli eventuali atti allegati e richiamati”, con la cautela – è l’ulteriore specifica – imposta dalla “natura classificata” di quei testi. Insomma, non deve essere nuovamente danneggiata l’immagine e la privacy di tante persone vigliaccamente tirate in ballo in questi mesi, saccheggiando – come è stato fatto – un documento dall’incerta autenticità.
Appuntamento dunque alla prossima udienza.
Lo si apprende dal profilo Facebook di Luigi Vicinanza.




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